L’insegnamento 2026-27 di Economia e politica dello sviluppo è impartito in italiano ed è inquadrato nel primo anno del Corso di Laurea magistrale in Relazioni internazionali e sicurezza globale – Curriculum Conflitti e sicurezza. Il corso prevede 9 crediti/CFU e 63 ore di lezione. Il corso inizierà lunedì 5.10.2026 e terminerà venerdì 18.12.2025. Le lezioni si terranno: lunedì 17.30-19.30 (aula 2A), giovedì 9.00-11.00 (aula 1B) e venerdì 9.00-11.00 (aula 1B), salvo variazioni che saranno comunicate. 

Il corso si divide in tre sezioni: 1. Introduzione ai concetti di sviluppo, di divario di sviluppo e di economia dello sviluppo (3 lezioni); 2. Elementi costitutivi di un sistema economico in chiave di analisi dello sviluppo (10 lezioni); 3. Temi trasversali di sviluppo: rapporti tra Stati, azioni e politiche, organismi sovranazionali, cooperazione, ambiente, povertà, disuguaglianza, discriminazione (16 lezioni). Due ulteriori lezioni saranno dedicate alle prove di esonero e a seminari con ospiti esterni.

I dettagli del corso (organizzazione, contenuti e programmi, modalità di svolgimento e valuatazione per frequentanti e non) sono contenuti nel Syllabus del corso, pubblicato su Moodle alla pagine del corso stesso.

Al termine del corso, gli studenti e le studentesse avranno acquisito una conoscenza generale dei principali conflitti politici e sociali che hanno attraversato l’America Latina contemporanea, con particolare attenzione a: processi di violenza politica, sistemi repressivi nazionali e transnazionali; conflitti armati interni e processi di pace; dittature militari e transizioni democratiche; nonché gli strumenti per comprendere le problematiche attualmente in atto nella regione.

Gli studenti e le studentesse saranno inoltre in grado di comprendere il concetto di giustizia di transizione e le sue principali applicazioni nel contesto latinoamericano; analizzare criticamente il rapporto tra memoria, verità, giustizia e riconciliazione nei processi post-conflitto; contestualizzare eventi e processi storici all’interno delle dinamiche politiche, sociali e internazionali della regione; utilizzare in modo consapevole il lessico storico-politico relativo ai conflitti contemporanei e ai diritti umani; sviluppare capacità di analisi critica attraverso la discussione di casi studio e fonti storiche.

Per le studentesse e gli studenti frequentanti che devono sostenere l’esame di da 6 CFU (ex Storia dell'America Latina Contemporanea) è previsto un carico didattico ridotto. La docente fornirà tutte le indicazioni durante il corso.
Il corso affronta la storia delle relazioni tra Europa e USA nel XX secolo attraverso lo studio della politica estera americana e dei rapporti con le potenze europee a partire dalla guerra ispano – americana del 1898. La prima parte del corso tratterà delle relazioni transatlantiche fino al 1939, per poi concentrarsi nelle sezioni successive sulla Seconda Guerra Mondiale e sulla Guerra Fredda. L’ultima parte sarà infine dedicata al periodo successivo alla fine del conflitto bipolare. Alla fine del corso gli studenti saranno in grado di leggere criticamente alcuni aspetti essenziali dei rapporti transatlantici in quello che va sotto il nome di “secolo americano”. Partendo da un’analisi dell’affermazione degli Stati Uniti a livello internazionale, e soprattutto con la guerra ispano-americana del 1898 che, secondo molti storici, segna il punto di partenza dell’espansione dell’influenza americana a livello mondiale, attraverso la politica di Wilson nel primo conflitto mondiale e l’esperienza degli USA con l’Europa dei regimi nazi-fascisti e nella Seconda Guerra Mondiale, il corso arriva poi ad affrontare il punto nodale della guerra fredda. Saranno analizzati tanto il confronto con l’Unione Sovietica e la politica dei blocchi, quanto la costruzione della Comunità Europea e la trasformazione dell’atteggiamento americano nei confronti di un’entità inizialmente vista con favore. Particolare attenzione riceverà anche il tema dell’interazione politica e culturale durante la Guerra Fredda: alcune lezioni saranno quindi dedicate alla storia dei movimenti di protesta negli Stati Uniti e in Europa tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta. Si affronterà infine la questione dell’ “americanizzazione” dell’Europa e il dibattito storiografico sul ruolo degli Stati Uniti nel continente all’indomani della fine della guerra fredda.